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giovedì 03 gennaio 2008 |
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E' pronta la sezione "Interviste", nel menu laterale. Si inizia con un'intervista al Consigliere Comunale di SD Anni Valle......a presto le altre!!!
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 gennaio 2008 )
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Il testo dell'intercettazione |
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venerdì 21 dicembre 2007 |
Pronto Silvio, sono Saccà
Il testo e l’audio della conversazione tra il manager Rai e il Cavaliere: “Lei è amato nel paese, glielo dico senza piangeria”. Dai giochi in azienda, alla fissa di Bossi per il Barbarossa fino alle scritture per le attrici: “Sto cercando di avere la maggioranza in Senato” da Repubblica.it per ascoltare l'audio della conversazione, clicca qui! TESTO DELLA CONVERSAZIONE VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull'utenza avente il numero XXX XXXXXXX in uso a Saccà Agostino, come da decreto del 05.06.2007 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli a firma del Dott. Dr. Vincenzo PISCITELLI Data: 21/06/2007 Ora: 18:40:09 Durata: 0:07:17
S.S. = Segretaria Saccà S. = Saccà S.P. = Segretaria Presidente P. = Presidente
S: Pronto. S.S.: Direttore, glielo passano. S: Si,.. pronto. S.P.: Si Direttore, le passo il Presidente. S: Si, grazie. P: Agostino! S: Presidente! Buonasera ..come sta ... Presidente... P: Si sopravvive... S: Eh .. vabbè, ma alla grande, voglio dire, anche se tra difficoltà, cioè io ... lei è sempre più amato nel paese ... P: Politicamente sul piano zero ... S: Si. P: ... Socialmente, mi scambiano ... mi hanno scambiato per il papa.. S: Appunto dico, lei è amato proprio nel paese, guardi glielo dico senza nessuna piangeria ... P: Sono fatto... oggetto di attenzione di cui sono indegno ... S: Eh .. ma è stupendo, perchè c'era un bisogno ... c'è un vuoto ... che .. che lei copre anche emotivamente ... cioè vuol dire ... per cui la gente .. proprio ... è cosi ... lo registriamo... P: E' una cosa imbarazzante .. S: Ma è bellissima, però P: Vabbè .. allora? S: Presidente io la disturbo per questo, per una cosa fondamentale, volevo dirle alcune cose della Rai importanti in questo momento, perchè abbiamo faticato tanto per conservare la maggioranza .. eh, la maggioranza cinque è importante anche in questo passaggio, riusciamo a conservarla per un anno dopo la ... ma è strategica questa cosa, ma se la stanno giocando in una maniera .. stupida ... proprio, cioè ... quindi, volevo.. lei già lo sa ... perchè le avevo... volevo darle questo allarme, perchè, allora, se abbiamo la maggioranza in consiglio, e quindi abbiamo una forte importanza, questa maggioranza non la smonta più nessuno ormai dopo la decisione... P: si, ... non capisco Urbani che fa lo stronzo, no?! S: Mah! Allora ... Urbani, io non .. non lo so .. penso che in questi giorni sono stati più i nostri alleati ... che hanno un pò .. no! ... lui forse ha fatto un errore su Minoli ...e l'altra volta ... eh .. però sono stati un pò .. AN e anche la Lega, che per un piatto di lenticchie hanno spaccato la maggioranza ... dopo quindici giorni, in cui la maggioranza era uscita saldissima dalle aule giudiziarie, cioè quello che non è riuscito con specie ... P: Mamma mia, vabbè, adesso io ho dovuto ... interessarmi di questa cosa.... S: Gli è riuscito con Speciale .. gli è riuscito forse con quello della Polizia ... P: .. adesso li richiamo .. a ..(parola incomprensibile) ... S: Li richiami lei all'ordine .. Presidente ... P: Daccordo. S: .. perchè abbiamo una grande vittoria .. qui in azienda stavamo riprendendo ...anche con Sensi ... Ingiro (fonetico) .. P: vabbè .. va bè .. adesso vediamo, vediamo un pò. Senti, io ... poi avevo bisogno di vederti .. S: Si. P: perchè c'è Bossi che mi sta facendo una testa tanto .. S: si .. si .. P: .. con questo cavolo di .. fiction .. di Barbarossa .. S: Barbarossa è a posto per quello che riguarda .. per quello che riguarda Rai fiction, cioè in qualunque momento ... P: allora mi fai una cortesia ... S: si P: puoi chiamare la loro soldatessa che hanno dentro il consiglio .. S: si. P: .. dicendogli testualmente che io t'ho chiamato ... S: vabbene, vabbene .. P: ...che tu mi hai dato garanzia che è a posto .. S: si, si è tutto a posto .. P: .. chiamala, perchè ieri sera .. S: la chiamo subito Presidente ... P: ... a cena con lei e con Bossi, Bossi mi ha detto, ma insomma .. di qui di là ... dice ... Ecco, se tu potevi fare sta roba ...mi faresti una cortesia. S: allora diciamola tutta ... diciamola tutta Presidente .. cosi lei la sa tutta, intanto il signor regista ha fatto un errore madornale perchè un mese fa ... ha dato .. e loro lo sanno .. ha dato un'intervista alla Padania, dicendo che aveva parlato con Bossi e che era tutto... io, ero riuscito a rimetterla in moto la cosa, che era tutto a posto perchè aveva parlato col Senatur .. bla, bla, bla ... il giorno dopo il corriere scrive ...
P: esiste ... (parola incomprensibile) ... S: in due pezzi, dicendo, Saccà fa quello che gli chiede la ..(parola incomprensibile) le mando poi gli articoli ... così... P: chi è il regista? S: il regista è Martinelli, che è un bravo regista, però è uno stupido,un ingenuo, un cretino proprio... P: uhm ... S: un cretino, mi ha messo in una condizione molto difficile, perchè mi ha scritto un articolo sul corrier della sera ... e poi non contento, Grasso sul Magazine del corriere della sera ... scrive il potente Saccà fa quello che gli dice Berlusconi e basta ... ecc. .. che poi, non è vero, lei non mi ha chiesto mai ... P: allora ascoltami... S: lei è l'unica persona che non mi ha chiesto mai niente ... vogliodire ... P: io qualche volta di donne ... e ti chiedo ... perchè .. S: si, ... ma mai ... P: ... per sollevare il morale del capo .. (ridendo) S: eh esatto, voglio dire ... ma, mi ha lasciato una libertà culturale di ... ideale totale .. voglio dire .. totale .. e questo lo sanno tutti, allora perchè, e, malgrado questo, io sono stato chiamato poi dal Presidente, dal Direttore Generale: "Mah! Com'è sta cosa!?" Questa cosa vale perchè, vale perchè Barbarossa è Barbarossa, perchè Legnano è Legnano... P: certo, certo .. S: perchè i Comuni a Milano hanno segnato la civiltà dell'occidente .. voglio dire .. P: daccordo .. vabbene ... S: Quindi, adesso io la chiamo subito ecc. ... Presidente, poi quando lei ha un attimo di ... P: la settimana prossima sto a Roma ... vieni a trovarmi quando vuoi .. S: eh .. vediamo .. P: ... chiama la Marinella lunedi ... S: mi metto daccordo con Marinella ... P: .. lunedi che ci mettiamo daccordo, vabbene. Senti, tu mi puoi fare ricevere due persone ... S: assolutamente... P: .. perchè io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso .... S: assolutamente .. P: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...? S: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo .. P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di... S: chi mi dà il numero? P: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ... S: chiamo .. P: no, guarda su Internet .. S: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io .. P: ti spiego che cos'è questa qui .. S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente .. P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ... S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta.. P: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) .... S: ma questo nome è un problema mio ... P: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ... S: capito tutto ... P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando ... S: presidente ... a questo proposito, quando ci vediamo, io gli posso dire qualcosa che riguarda la Calabria .. interessante ... P: molto bene... S: .. perchè c'è stato un errore, in una prima fase c'è stato un errore per la persona che ha mediato il rappor ... poi glielo dico a voce ... P: .. che non andava bene? S: .. non andava bene .. P: devo farlo io direttamente. S: esatto, non andava bene per nulla .. P: va bene ... S: poi le dico meglio ... Presidente .. P: va bene, io sto lavorando in operazione libertaggio .. l'ho chiamata così, va bene? S: va bene ... P: va bene .. se puoi chiamare questa signora qui ... S: la chiamo .. e poi quando ... P: Evelina Manna ... S: .. ci vediamo le riferisco .. P: .. e anche Elena Russo ... grazie, ci sentiamo .. S: vabbene ... allora arrivederla Presidente ... P: la settimana prossima ci vediamo ... S: .. oh .. metta le mani però su sta maggioranza ... perchè veramente io ho rischiato tanto per avere la maggioranza in consiglio .... P: faccio questo .. anche se ... S: ... e si è sciolta dopo la set ... abbiamo fatto una figura barbina! P: va bene ... S: .. ma non per colpa .. mi creda ... di Urbani .... P: daccordo ... S: Urbani fa altre cazzate ... P: Si, si va bene! S: grazie Presidente .. P: grazie ciao ... ci vediamo la settimana prossima. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 24 dicembre 2007 )
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lunedì 17 dicembre 2007 |
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Mercoledì 19 Dicembre (h 20.45)
 GLI ISCRITTI DI ARENZANO SONO INVITATI NELLA SEDE DI VIA RAPALLO ...PER BRINDARE INSIEME IN OCCASIONE DELLE FESTIVITA' NATALIZIE
...E PER PARLARE DELLA SITUAZIONE DI SINISTRA DEMOCRATICA A LIVELLO LOCALE E NAZIONALE!!! ....non mancate!!!! |
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Intervento di Fabio Mussi all'Assemblea della Sinistra e degli Ecologisti |
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lunedì 17 dicembre 2007 |
La Sinistra stavolta si ritrova unita di Fabio Mussi Care compagne, cari compagni, vedo il Pd e sono contento di essere qui con voi oggi. Guardiamoci intorno, in questa nostra Italia: la confusione sotto il cielo è grande. Non so se avesse ragione Mao, la situazione non mi sembra eccellente. So per certo che oggi qui noi ci assumiamo tutti insieme una responsabilità grande: dare all’Italia una Sinistra nuova, radicata nella società e nella storia del Paese. Plurale, arcobaleno, e unita, unita, unita. Una sinistra del lavoro, dell’ambiente, della pace, della libertà. Di donne e di uomini, che assume dalle femministe la critica dei modelli maschilisti e patriarcali (e per noi maschietti e facile a dirsi ma non è facile a farsi.) Come sapete al Congresso ultimo di quello che è stato il mio partito ho dato voce a migliaia di iscritti e militanti Ds. Ho preso la parola e ho detto: “noi ci fermiamo qui”. Da lì nasce Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo. Oggi qui ci sono tante campagne e compagni, in particolare permettetemi di salutare Achille Occhetto che ringrazio di essere presente. Oggi vi dico: noi vogliamo ripartire da questa Assemblea. Non parlo solo a voi. Voglio parlare ai tanti compagni e compagne dei Ds che ci hanno creduto, che hanno fatto affidamento sul Partito Democratico e ora si interrogano. Davvero, compagni, pensate che si possa diventare, chi più chi meno, tutti di centro? Davvero pensate che possa sparire dalla faccia politica di questo Paese una sinistra politica? (che si possa fare un partito solo di Paola Binetti e di Paola Concia, degli amici di Luca Cordero e degli operai della Thyssen Krupp). Il Censis dice che la società italiana è una “poltiglia”. Il primo provvedimento da prendere allora è evitare che la politica diventi un minestrone. Ci vuole la Sinistra e l’arcobaleno che stiamo costruendo. Noi vogliamo un’altra Italia. Vogliamo un’ Italia che rispetti il lavoro e che non diventi una delle capitali della disuguaglianza, il Paese nel quale si è scavato un abisso tra ricchi e poveri, tra chi vive di rendita e chi di lavoro. Negli ultimi cinque anni 10 punti perde il salario e 10 punti acquista il profitto. Non siamo estremisti, se difendiamo il salario per riportare condizioni minime di giustizia sociale. Noi non vogliamo un Paese in cui si muoia così tanto sul lavoro: è la strage degli innocenti. Noi non vogliamo un Paese in cui i salari sono i più bassi di Europa. Non vogliamo un Paese in cui la prospettiva per i giovani è di vivere precari per quasi tutta la vita e per alcuni, tutta la vita. Noi non vogliamo un Paese che ha gli orari più lunghi d’Europa. Mi permetto di fare mia, una proposta avanzata ieri in uno dei nostri gruppi di lavoro da Massimo Roccella, al momento dell’approvazione definitiva del Protocollo sul Welfare proponiamo un Ordine del giorno vincolante per il governo sulla reintroduzione in Italia di una legge sull’orario massimo giornaliero. Questa forza intende rappresentare politicamente il lavoro, stabilire un rapporto vero, serio con la rappresentanza sociale del lavoro, con i grandi sindacati confederali. Noi vogliamo un Paese che non sia all’ultimo posto al mondo negli investimenti in scuola, formazione superiore e ricerca; un Paese che scommette sulla conoscenza. Noi vogliamo un’ Italia che non sia nella lista nera dei Paesi nei quali l’informazione è manipolata e asservita. Ci siamo sbagliati. Avevamo detto che c’era un “duopolio” nel sistema radiotelevisivo. Visto le telefonate? C’era un monopolio dell’informazione televisiva. E si capisce anche come mai negli scorsi anni l’Italia è stato un Paese a crescita zero, dove c’era un’ impresa che cresceva come la Cina, la Mediaset dell’allora presidente del Consiglio. È per questa ragione che in questa legislatura non si può rinunciare nè alla legge di riordino del sistema radiotelevisivo, né alla legge sul conflitto di interessi. Noi vogliamo un’ Italia che non sia tra i Paesi campioni di inquinamento, che firma il Protocollo di Kioto e poi lo viola. Nella classifica delle emissioni siamo 41esimi al pari della Cina: siamo al pari della Cina solo nelle liste dei cattivi, mai in quelle dei buoni. Il punto nuovo di questo simbolo che ci accompagnerà da ora in avanti, è il rosso e il verde, l’arcobaleno e la sinistra. La verità è che le questioni del lavoro e dell’ambiente ci stanno parlando della stessa cosa, di un sistema economico e sociale fondato sulla svalorizzazione del lavoro e delle risorse naturali. La verità è che nella sua forma attuale il capitalismo è incompatibile con il pianeta Terra. E dunque si pone la questione di un salto tecnologico e di una grande riforma sociale ed economica e più grande persino di quella che portò allo Stato sociale. Vogliamo una Italia in cui ci si indigna ancora per la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta. Saremo intransigenti con quelli che convivono e si adattano. Vogliamo un Paese in cui non si è presi per estremista se si solleva la questione morale. Vogliamo un’ Italia che sta in Europa, nella civile Europa in cui la legge dello Stato contrasta l’omofobia, in cui la legge dello Stato rispetta tutte le forme della vita sociale, in cui la legge non è clericale come la Legge 40. Lo Stato è laico, la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. E voglio dire - lo faccio con rispetto, scusandomi per l’ardire - una parola al Papa: la laicità dello stato è fondamentale anche per la libertà religiosa che è un contenuto fondamentale della libertà, perché quando lo Stato non è più laico tutte le libertà sono a rischio. Lo sappiamo, sono tanti i problemi nuovi nel mondo moderno all’insegna della tecnica che ci hanno posto di fronte a nuove grandi questioni, all’esigenza di teorie, concetti, sensi nuovi del limite. Naturalmente se ci si limita a cancellare l’Illuminismo, Marx e la scienza, resta l’assolutismo e il processo a Galilei. Vogliamo la pace, lo dico ai compagni di “No dal Molin”. La lettera scritta insieme agli altri ministri non è tanto per dire: noi continueremo a batterci contro l’allargamento della Base di Vicenza. Ma c’è dell’altro da fare. Bisogna fermare l’inaudita corsa al riarmo che sta riempiendo di armamenti nucleari, convenzionali, batteriologici e chimici il mondo intero. Molti anni fa, di fronte ad un’ altra stagione di riarmo ci furono leader politici che si alzarono in piedi, e si misero di traverso: Olaf Palme, Willy Brandt, Bruno Kreisky, Enrico Berlinguer. Ora siamo circondati da un esercito di neoriformisti: c’è qualcuno disposto ad alzare la voce insieme a noi contro questa corsa al riarmo, per il disarmo e contro la guerra, che minaccia prima di tutto l’Europa? Il nostro progetto non ha una gittata di 30 giorni, guarda al futuro non è alla mercè delle variabili cronache politiche, ma i prossimi 30 giorni sono importanti. Voglio fare un discorso di amicizia e di verità rivolto a Romano Prodi. Noi votiamo la finanziaria, noi non lavoriamo alla caduta del governo Prodi, però Romano, così non si va avanti, ci si logora tutti. Se si vuole andare avanti per quel che resta della legislatura bisogna sedersi, riprendere in mano il programma con cui l’Unione ha vinto le elezioni e stabilire una nuova agenda, poche priorità, un programma di cose chiare da fare che parlino alla nostra gente. Ingrao ci ha detto “fate presto e fate di più”. Io sono d’accordo con lui, ma voglio dirgli: Pietro, il passo che facciamo ora forse è insufficiente, ma è importante, la direzione è giusta, è un passo che ora chiede a tutti disinteresse, passione, generosità, coraggio. Senza generosità e senza coraggio, disinteresse e passione non c’è buona politica. Abbiamo un segno comune, abbiamo una Carta di Intenti. Non sono scelte platoniche. Alle amministrative del 2008 dobbiamo andare insieme. Per una politica nuova dobbiamo ora evitare come la peste lo spirito burocratico, la fusione di oligarchie, le diplomazie intergruppo. I nostri quattro partiti, (anche se Sd non è un partito), sono importanti, ma il processo deve essere partecipativo, aperto ai movimenti, ai comitati, al volontariato, alle persone. Esiste un’Atlantide da scoprire, un immenso continente della sinistra che oggi non è rappresentato politicamente e che chiede una rappresentanza politica. Da questa Assemblea viene una buona novella: la Sinistra stavolta non si scinde. La Sinistra stavolta si ritrova unita. Ora compagni, compagne, amici prendete questo progetto nelle vostre mani: travolgeteci! Viva l’Italia, viva la Sinistra italiana
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 17 dicembre 2007 )
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