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"Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza." Antonio Gramsci

Sinistra Democratica Arenzano

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L'intervento di Cesare Salvi in Senato PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 25 gennaio 2008

Dalla crisi deve nascere un nuovo centro sinistra. Ma il Pd cosa vuole?

 

 
Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, Sinistra democratica per il socialismo europeo apprezza e condivide la scelta del presidente Prodi, perché in Senato ognuno di noi assuma la sua responsabilità, dichiarando la propria posizione, sfilando sotto il banco della Presidenza per pronunciare il proprio voto.
Credevamo di avere il diritto ad una risposta sulla sua posizione anche da una personalità politica che come Ministro abbiamo sempre lealmente sostenuto, il senatore Mastella. Ma nemmeno oggi abbiamo avuto la risposta sul motivo dell'apertura di questa crisi. Le sue dimissioni erano doverose. Certamente - gliene va dato atto - non ha fatto come il presidente della Regione Sicilia, che ha festeggiato con scambio di cannoli la condanna a soli cinque anni, perché ha favorito soltanto un boss mafioso e non la mafia nel suo insieme. Se quello che è stato imputato al senatore Mastella e agli altri personaggi coinvolti è solo malcostume o è reato lo deciderà la magistratura nella sua autonomia, principio fondamentale della nostra Costituzione, così come lo sono la presunzione di innocenza e la responsabilità personale.
Una cosa è certa, questa crisi viene dalla destra dell'alleanza, da Mastella, Fisichella e Dini, non - come si è cercato di far credere per due anni al Paese - da una sinistra pretesa radicale, massimalista, ideologica, che invece ha sempre votato le scelte che sono state fatte, anche quando non era convinta.
Un errore grave è stato dare vita a questo Partito Democratico. Quando nei Democratici di sinistra si cominciò a discutere, noi opponemmo due obiezioni. La prima è che ritenevamo - e riteniamo ancora - che servisse all'Italia una forza socialista e di sinistra, e comunque noi vogliamo essere, siamo e restiamo socialisti e di sinistra; la seconda era che il rischio del PD sarebbe stato di dividere e non di aggregare, di destabilizzare. Ci raccontavano di timone, di motore, di baricentro riformista. Ecco i risultati.
Bisognava ragionare su tante cose, sul risultato elettorale non positivo, sullo stesso inizio non brillante, a cominciare dalla pletorica composizione del Governo. Non lo si è fatto. Si è andati avanti per quella strada. Ad un certo punto, improvvisamente, si sono fatte le primarie per il leader del PD, dopo che c'era stato ripetuto per anni che il leader del Governo deve essere anche il leader del maggior partito. Ma le primarie negli Stati Uniti d'America le fanno quando sta per finire la legislatura, non all'inizio! Era evidente che si sarebbe creato un dualismo di leadership.
Per non parlare delle iniziative destabilizzanti delle ultime settimane. Si proclama che la maggioranza è finita. Si dice, sabato scorso, quando stava per avere luogo questo dibattito in Parlamento, che il PD andrà solo alle elezioni, con qualunque legge elettorale. Il centro-destra che si stava dividendo, si sta ricompattando. Amici del PD, volete davvero regalare l'Italia a Berlusconi? Per questo avete fatto questo partito?
La legge elettorale è giusto cambiarla, se si può e se ci si riesce, ma amici del PD, ci volete dire qual è la vostra posizione sulla legge elettorale? Ai banchi del Governo ci sono Ministri che sono per il referendum e Ministri che sono per il sistema tedesco. Il segretario del PD, a sua volta, ci dice che partiti a vocazione maggioritaria, ma che non riescono ad avere i voti dei cittadini e diventare così maggioritari con il consenso popolare, avrebbero bisogno di una legge elettorale per cui chi vota per Berlusconi o per Veltroni vede il suo voto contare per due. E no! I voti dei cittadini italiani sono tutti uguali.
Le daremo ancora la fiducia, presidente Prodi, non perché non sappiamo come andrà a finire stasera. Questa crisi è un danno per il Paese, soprattutto per i ceti più deboli perché era finalmente possibile cominciare, così era stato deciso, la redistribuzione sociale, con l'uso dei benefici dell'andamento positivo dei conti pubblici per venire incontro alle famiglie in difficoltà.
Noi diciamo che da una fine deve venire, non la dissoluzione, ma un nuovo inizio, un nuovo centro-sinistra, in questa legislatura, se possibile, o attraverso voto, ma con idee nuove, chiare; con chiarezza delle priorità dei problemi del Paese; con un Centro che faccia il centro e una sinistra che faccia la Sinistra; con un'alleanza tra Centro e Sinistra sulla base della chiarezza, a cominciare dalla questione sociale, il potere di acquisto delle famiglie, il precariato, i morti sul lavoro. Ci deve essere un'inversione di rotta rispetto ai guasti del Governo Berlusconi e occorre affrontare la questione morale, che non è solo sprechi e privilegi, ancora troppi, ma anche clientelismo e lottizzazione dei primari, che si fa in tutta Italia, ha ragione il collega Ripamonti. Perché non abbiamo fatto la legge in questi due anni? Impegniamoci per il futuro a cambiare profondamente questo sistema. Quando andiamo in ospedale o ci va un nostro anziano genitore o ci mandiamo i nostri figli dobbiamo avere la certezza che il primario sia stato scelto perché è il più bravo, non perché risponde a questo o quell'altro partito.
Si deve fare la legge sul conflitto di interessi. Un grande dirigente politico della sinistra, più di vent'anni fa, aveva già ha spiegato che la questione morale non è moralismo, è questione che riguarda la riforma della politica, è questione democratica. Parlo di Enrico Berlinguer, che aveva intuito questa connessione profonda tra questione morale e questione democratica. Domani è un altro giorno. Dovremo riflettere e ragionare insieme sul da farsi, anzitutto a sinistra. Ma una cosa è per noi certa, già da oggi: dobbiamo essere uniti.
La sinistra deve essere unita! Come ha detto Pietro Ingrao parlando agli "Stati generali" della sinistra. Uniti, e subito! Serve all'Italia una sinistra unita, forte e di governo. Ed io credo che sia giusto che anche i compagni socialisti partecipino a questo impegno.
Ho parlato di un'alleanza con il Partito democratico. Ma il Partito democratico la vuole? Ci volete dire una buona volta che cosa avete in mente di fare da grandi?
Noi faremo la nostra parte e ancora una volta, come tante altre volte nella storia italiana, dalla sinistra può venire un contributo decisivo alla salvezza del Paese.
È morto ieri il comandante "Bulow", Arrigo Boldrini, esponente prestigioso di una generazione di uomini della sinistra che ha salvato l'Italia, ha dato al Paese la Costituzione repubblicana, si è battuto sempre dalla parte giusta. Era la generazione di Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Umberto Terracini, dei grandi protagonisti della costruzione della democrazia italiana.
Quando siamo nati come Sinistra democratica per il socialismo europeo abbiamo detto: unire la sinistra per cambiare l'Italia. Potremmo dire, forse, oggi, per salvare l'Italia.
Noi abbiamo la consapevolezza della gravità della crisi italiana, dei rischi di declino che non sono solo economici e sociali ma sono anche ideali, culturali e di valori. Senza una grande, unitaria e plurale forza della sinistra, come altre volte nella storia italiana, da questa crisi non si esce. Decisivo è pertanto il nostro compito. Noi faremo fino in fondo la nostra parte.
 
I giovani. La sinistra. Programma dell'incontro PDF Stampa E-mail
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mercoledì 23 gennaio 2008

Roma, Teatro Valle

Sabato 26 Gennaio 2008 – ore 10/18

I GIOVANI, LA SINISTRA.

PER UNA POLITICA CREATRICE DI FUTURO.

 

 

PROGRAMMA

 

 

Ore 10.15 – relazione apertura lavori

On. Arturo Scotto

 

Ore 10.30 – big-talk

Ragazz* che dialogano con il Prof. Mario Tronti

 

Ore 11.45 – big-talk

Ragazz* dialogano con il Prof. Paolo De Nardis

 

Ore 13.00 – pausa buffet

 

Ore 13.30 – big-talk

Ragazz*  dialogano con l’On. Achille Occhetto

 

Ore 14.45 – relazione chiusura lavori

Samuele Mascarin

 

Ore 15.00 - Interventi di

On. Marco Fumagalli

Paolo Nerozzi

 

Ore 16.00 – Conclusioni di

On. FABIO MUSSI

 
L'intervento di Titti Di Salvo alla Camera dei Deputati PDF Stampa E-mail
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mercoledì 23 gennaio 2008

All'Italia serve una sinistra unita e larga

 

 

Sinistra Democratica-Per il Socialismo europeo voterà «sì» sulla richiesta di fiducia. Lei, signor Presidente del Consiglio ha scelto di portare in Parlamento la discussione sulla situazione politica, dopo l'uscita dalla maggioranza del partito dell'UDEUR. Non era l'unica scelta possibile, né l'unica legittima, ma era quella giusta per una discussione trasparente di fronte ai cittadini, soprattutto pensando alla crisi verticale di fiducia nei confronti delle istituzioni, della politica, della Chiesa. Una crisi che attraversa l'Italia in profondità; ce lo confermano, colleghi, gli istituti di statistica, ma è anche quanto ciascuno di noi sente addosso e di cui ciascuno di noi dovrebbe comprendere i rischi. Tutto ciò è vero anche in Europa, ma nel nostro Paese la caduta dell'autorevolezza della politica si è stratificata anno dopo anno, si è ingigantita perché è stata alimentata dall'uso sfacciato di molta politica a fini personali nella certezza dell'assoluzione da parte di un senso comune mortificato e addomesticato. Non è così! La stessa inquietudine che attraversa l'Italia ci dice che così non è. I cittadini italiani lo sanno, che tutto ciò non si è creato negli ultimi venti mesi; tutt'altro! Ed è francamente grottesco assistere al dito puntato da parte dell'opposizione, di chi, vale a dire, ha la paternità di leggi varate a difesa dei propri interessi. Ciò nondimeno, nessuno può sentirsi al riparo dal giudizio severo dei cittadini, quel giudizio di cui oggi ci ha parlato il Presidente della Repubblica.
La riforma della politica, il suo rinnovamento, la politica come servizio, devono rappresentare il profilo politico del nostro Governo. Andiamo avanti lungo la strada che abbiamo cominciato a percorrere riducendo i costi della politica senza chiudere gli occhi nemmeno di fronte alle difficoltà di giunte che nel Meridione sono guidate dal centrosinistra.

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 gennaio 2008 )
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Un successo! PDF Stampa E-mail
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domenica 20 gennaio 2008
 

Achille Occhetto e Fabio Mussi all’inaugurazione della sede regionale di Sinistra Democratica di Genova

 

 

Genova, 20 Gennaio 2008

 

 

Sabato 19 Gennaio si è tenuta l’inaugurazione della Sede Provinciale e Regionale di Sinistra Democratica a Genova.

 

Ospite d’onore Achille Occhetto, che ha presenziato con Gianni Zagato, organizzatore nazionale, e Stefano Quaranta, coordinatore regionale, sia alla conferenza stampa che all’inaugurazione aperta agli iscritti.

Un momento importante per una riflessione su quanto sta accadendo ultimamente, dalla nascita del Partito Democratico alle sue ultime prese di posizione politiche: “Il rischio della fine della sinistra è tangibile – dice Occhetto – siamo chiamati a far nascere ciò che non è mai esistito: una sinistra nuova, che guardi allo scenario europeo, laica, democratica e decisa.”.

Bisogna quindi agire in fretta, come ha ricordato l’europarlamentare, se non vogliamo vedere la fine della sinistra italiana. Serve pertanto un’organizzazione efficiente, veloce, e questa nuova sede, con i suoi ampi spazi, offre molto alla regione, alla provincia, alla città. Gianni Zagato ha sottolineato a questo proposito: “Avere una sede non è solo darsi una struttura, ma anche darsi strumenti di lavoro.”.

A sorpresa, nel pomeriggio ha raggiunto i compagni anche Fabio Mussi, per un saluto. Particolarmente caloroso e applaudito il suo intervento, che ha toccato i punti salienti della scorsa settimana, ricca di avvenimenti politici: dalla vicenda Mastella, alla mancata visita del Papa alla Sapienza, al sostegno della bozza Bianco di revisione della legge elettorale.

 

 Valentina Bocchino

 

 

 
Intervista a Occhetto, Zagato e Quaranta PDF Stampa E-mail
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lunedì 21 gennaio 2008

Due chiacchiere con Achille Occhetto, Gianni Zagato (responsabile organizzativo nazionale SD) e Stefano Quaranta (coordinatore regionale SD)

 

di Valentina Bocchino

 

Onorevole Occhetto, come mai l'adesione a Sinistra Democratica?

Perchè è una forza nuova, contratriamente alle altre che compongono "La Sinistra - L'Arcobaleno", che hanno sviluppato nel corso del tempo dei problemi interni. Condivido l'obiettivo di SD, ovvero unire la sinistra, dato che siamo in un momento in cui, con il Partito Democratico, la sinistra rischia di sparire, e di lasciare un vuoto che dobbiamo assolutamente colmare. Sinistra Democratica vuole appunto ricordare a tutti coloro che fanno parte della sinistra la responsabilità di unirsi seriamente. Inoltre, trovo naturale la mia adesione a SD perchè segna continuità con le mie idee.

 

La sinistra rischia addirittura di sparire, col Partito Democratico?

 (Risponde Occhetto): Sì, quello è un partito che cambia i rapporti tradizionali della sinistra: vuole infatti essere allo stesso tempo sinistra e centro. E elimina la sinistra. E' un partito che si dà una struttura e un'ideologia simile allo stesso Partito Democratico degli USA, dove, per l'appunto, manca la sinistra.


Per quanto riguarda la legge elettorale, quali sono le posizioni di Sinistra Democratica?

 (Risponde Zagato): C'è la bozza Bianco, che è molto buona, e senz'altro un miglioramento rispetto all'ipotesi del vassallum.  Sinistra Democratica in questo senso si sta dando molto da fare, incontrando e confrontandosi anche con altri schieramenti politici, per sbloccare finalmente la situazione. Certo che, noi ci stiamo impegnando realmente, ma nello stesso tempo come movimento politico stiamo toccando tanti altri temi: il Partito Democratico, che dovrebbe avere già strutture efficienti, non parla da tre mesi di altro che non sia la legge elettorale. Noi vorremmo che questo Governo si dia una missione, non che tutte le sue forze siano costantemente impegnate solo a passare la nottata.

 

Quali sono i rapporti tra SD e il territorio?

(Risponde Quaranta): Da questo punto di vista, rispetto agli stessi DS, c'è stato un salto di qualità: Sinistra Democratica è molto più presente e attenta ai problemi del locale. Già a partire dai prossimi giorni abbiamo intenzione di fissare alcuni appuntamenti aperti a tutti sul suolo della provincia, che, oltre a presentare Sinistra Democratica alla gente, toccheranno i temi principali della nostra politica: la laicità, l'ambiente, il lavoro, i giovani... Abbiamo già sedi molto attive, come ad Arenzano, Bogliasco, senza contare tutte quelle presenti all'interno di Genova. 

 

Qui a Genova state inaugurando una bella sede. Ma quelle inutilizzate di DS e Margherita che fine hanno fatto? 

 (Risponde Zagato): Ora con questa sede, anche a Genova ci si può dare una struttura e strumenti per una migliore organizzazione. Abbiamo passato l'estate scorsa a riunirci sulle panchine dei parchi, e ora abbiamo una casa. Fa rabbia pensare alle sedi inutilizzate e abbandonate di DS e Margherita, ma, sebbene ne abbiamo fatto domanda più volte, dalla Quercia non ci è arrivata nessuna risposta relativa all'utilizzo delle sezioni e del patrimonio. Quindi abbiamo dovuto organizzarci per conto nostro.

 

Come sono i rapporti adesso tra Sinistra Democratica e il Partito Democratico?

(Risponde Quaranta): Noi vogliamo collaborare sui contenuti, e crediamo sia possibile. Abbiamo invitato a questa inaugurazione tutta la dirigenza del PD. La coalizione è la stessa, nonostante abbiamo scelto strade diverse. Poi, le porte di Sinistra Democratica resteranno sempre aperte ai delusi del Partito Democratico. Abbiamo la credibilità per interloquire con loro.

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 21 gennaio 2008 )
 
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