Dalla crisi deve nascere un nuovo centro sinistra. Ma il Pd cosa vuole? 
Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, Sinistra democratica per il socialismo europeo apprezza e condivide la scelta del presidente Prodi, perché in Senato ognuno di noi assuma la sua responsabilità, dichiarando la propria posizione, sfilando sotto il banco della Presidenza per pronunciare il proprio voto. Credevamo di avere il diritto ad una risposta sulla sua posizione anche da una personalità politica che come Ministro abbiamo sempre lealmente sostenuto, il senatore Mastella. Ma nemmeno oggi abbiamo avuto la risposta sul motivo dell'apertura di questa crisi. Le sue dimissioni erano doverose. Certamente - gliene va dato atto - non ha fatto come il presidente della Regione Sicilia, che ha festeggiato con scambio di cannoli la condanna a soli cinque anni, perché ha favorito soltanto un boss mafioso e non la mafia nel suo insieme. Se quello che è stato imputato al senatore Mastella e agli altri personaggi coinvolti è solo malcostume o è reato lo deciderà la magistratura nella sua autonomia, principio fondamentale della nostra Costituzione, così come lo sono la presunzione di innocenza e la responsabilità personale. Una cosa è certa, questa crisi viene dalla destra dell'alleanza, da Mastella, Fisichella e Dini, non - come si è cercato di far credere per due anni al Paese - da una sinistra pretesa radicale, massimalista, ideologica, che invece ha sempre votato le scelte che sono state fatte, anche quando non era convinta. Un errore grave è stato dare vita a questo Partito Democratico. Quando nei Democratici di sinistra si cominciò a discutere, noi opponemmo due obiezioni. La prima è che ritenevamo - e riteniamo ancora - che servisse all'Italia una forza socialista e di sinistra, e comunque noi vogliamo essere, siamo e restiamo socialisti e di sinistra; la seconda era che il rischio del PD sarebbe stato di dividere e non di aggregare, di destabilizzare. Ci raccontavano di timone, di motore, di baricentro riformista. Ecco i risultati. Bisognava ragionare su tante cose, sul risultato elettorale non positivo, sullo stesso inizio non brillante, a cominciare dalla pletorica composizione del Governo. Non lo si è fatto. Si è andati avanti per quella strada. Ad un certo punto, improvvisamente, si sono fatte le primarie per il leader del PD, dopo che c'era stato ripetuto per anni che il leader del Governo deve essere anche il leader del maggior partito. Ma le primarie negli Stati Uniti d'America le fanno quando sta per finire la legislatura, non all'inizio! Era evidente che si sarebbe creato un dualismo di leadership. Per non parlare delle iniziative destabilizzanti delle ultime settimane. Si proclama che la maggioranza è finita. Si dice, sabato scorso, quando stava per avere luogo questo dibattito in Parlamento, che il PD andrà solo alle elezioni, con qualunque legge elettorale. Il centro-destra che si stava dividendo, si sta ricompattando. Amici del PD, volete davvero regalare l'Italia a Berlusconi? Per questo avete fatto questo partito? La legge elettorale è giusto cambiarla, se si può e se ci si riesce, ma amici del PD, ci volete dire qual è la vostra posizione sulla legge elettorale? Ai banchi del Governo ci sono Ministri che sono per il referendum e Ministri che sono per il sistema tedesco. Il segretario del PD, a sua volta, ci dice che partiti a vocazione maggioritaria, ma che non riescono ad avere i voti dei cittadini e diventare così maggioritari con il consenso popolare, avrebbero bisogno di una legge elettorale per cui chi vota per Berlusconi o per Veltroni vede il suo voto contare per due. E no! I voti dei cittadini italiani sono tutti uguali. Le daremo ancora la fiducia, presidente Prodi, non perché non sappiamo come andrà a finire stasera. Questa crisi è un danno per il Paese, soprattutto per i ceti più deboli perché era finalmente possibile cominciare, così era stato deciso, la redistribuzione sociale, con l'uso dei benefici dell'andamento positivo dei conti pubblici per venire incontro alle famiglie in difficoltà. Noi diciamo che da una fine deve venire, non la dissoluzione, ma un nuovo inizio, un nuovo centro-sinistra, in questa legislatura, se possibile, o attraverso voto, ma con idee nuove, chiare; con chiarezza delle priorità dei problemi del Paese; con un Centro che faccia il centro e una sinistra che faccia la Sinistra; con un'alleanza tra Centro e Sinistra sulla base della chiarezza, a cominciare dalla questione sociale, il potere di acquisto delle famiglie, il precariato, i morti sul lavoro. Ci deve essere un'inversione di rotta rispetto ai guasti del Governo Berlusconi e occorre affrontare la questione morale, che non è solo sprechi e privilegi, ancora troppi, ma anche clientelismo e lottizzazione dei primari, che si fa in tutta Italia, ha ragione il collega Ripamonti. Perché non abbiamo fatto la legge in questi due anni? Impegniamoci per il futuro a cambiare profondamente questo sistema. Quando andiamo in ospedale o ci va un nostro anziano genitore o ci mandiamo i nostri figli dobbiamo avere la certezza che il primario sia stato scelto perché è il più bravo, non perché risponde a questo o quell'altro partito. Si deve fare la legge sul conflitto di interessi. Un grande dirigente politico della sinistra, più di vent'anni fa, aveva già ha spiegato che la questione morale non è moralismo, è questione che riguarda la riforma della politica, è questione democratica. Parlo di Enrico Berlinguer, che aveva intuito questa connessione profonda tra questione morale e questione democratica. Domani è un altro giorno. Dovremo riflettere e ragionare insieme sul da farsi, anzitutto a sinistra. Ma una cosa è per noi certa, già da oggi: dobbiamo essere uniti. La sinistra deve essere unita! Come ha detto Pietro Ingrao parlando agli "Stati generali" della sinistra. Uniti, e subito! Serve all'Italia una sinistra unita, forte e di governo. Ed io credo che sia giusto che anche i compagni socialisti partecipino a questo impegno. Ho parlato di un'alleanza con il Partito democratico. Ma il Partito democratico la vuole? Ci volete dire una buona volta che cosa avete in mente di fare da grandi? Noi faremo la nostra parte e ancora una volta, come tante altre volte nella storia italiana, dalla sinistra può venire un contributo decisivo alla salvezza del Paese. È morto ieri il comandante "Bulow", Arrigo Boldrini, esponente prestigioso di una generazione di uomini della sinistra che ha salvato l'Italia, ha dato al Paese la Costituzione repubblicana, si è battuto sempre dalla parte giusta. Era la generazione di Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Umberto Terracini, dei grandi protagonisti della costruzione della democrazia italiana. Quando siamo nati come Sinistra democratica per il socialismo europeo abbiamo detto: unire la sinistra per cambiare l'Italia. Potremmo dire, forse, oggi, per salvare l'Italia. Noi abbiamo la consapevolezza della gravità della crisi italiana, dei rischi di declino che non sono solo economici e sociali ma sono anche ideali, culturali e di valori. Senza una grande, unitaria e plurale forza della sinistra, come altre volte nella storia italiana, da questa crisi non si esce. Decisivo è pertanto il nostro compito. Noi faremo fino in fondo la nostra parte. |