Costituzione del Coordinamento dei Consiglieri della Sinistra nel Consiglio Comunale di Arenzano In apertura della seduta del Consiglio Comunale del 19 novembre è stata annunciata la costituzione del Coordinamento dei Consiglieri della Sinistra. Pubblichiamo il testo della espressione di sentimento del Consigliere Anni Valle. Facendo seguito ai precedenti interventi in merito alla possibile costituzione di un gruppo della Sinistra e alla luce di recenti accadimenti che hanno visto, tra l’altro, i repentini cambiamenti di appartenenza politica di riferimento di alcuni consiglieri di questa Maggioranza, con la presente i sottoscritti Consiglieri Comunali, Valle, Lauria e Rossi, proseguendo coerentemente un percorso intrapreso nel mese di febbraio , comunicano l’intenzione di costituire in seno a questo Consiglio Comunale il “Coordinamento dei Consiglieri della Sinistra”. Questo passo è per noi fondamentale per dare maggior forza , visibilità, ma soprattutto valenza propositiva al progetto – non facile e tutt’ora in itinere – a cui crediamo convintamente: la costruzione di un nuovo Partito della Sinistra. Con questo coordinamento intendiamo lavorare per un contributo fattivo e stimolante nella gestione della cosa pubblica, improntata all’etica, all’onestà e alla sobrietà. Viviamo tempi in cui la questione morale a cui si riferiva Enrico Berlinguer, con lucida lungimiranza ,è diventata emergenza nazionale. Riteniamo pertanto fondamentale un’alleanza convinta di tutte le forze democratiche per riportare i cittadini a guardare alla politica (e ai politici) come ad uno strumento imprescindibile e credibile di democrazia e progresso e non già ad un mondo autoreferenziale se non addirittura estraneo o nemico. E questo, puo’ avvenire solo se alle enunciazioni di principio ideali segue una testimonianza concreta, reale nel FARE LE COSE NEL MODO GIUSTO E NELL’INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’. Per usare un linguaggio marinaresco , dobbiamo continuare a tenere la barra diritta in questa direzione e , lasciatemelo dire, sul piano strettamente locale noi abbiamo, TUTTI INSIEME, grandi chances. E’ con il territorio e con i problemi della quotidianità che noi andiamo a confrontarci ogni giorno !!! Noi siamo stati eletti nella lista che si riconosce nel Sindaco Gambino e abbiamo nel Partito Democratico il ns. principale referente per la realizzazione del Programma che a suo tempo è stato elaborato anche con il nostro importante contributo. Intendiamo continuare a far parte della maggioranza a pieno titolo e con pari dignità sostenendola con lealtà e fiducia nel rispetto delle regole e in modo trasparente e senza forzature. Lealtà dunque, ma nel contempo (ed è questo il senso del nostro costituirci in coordinamento) ci poniamo l’ obiettivo di essere di PUNGOLO (prendendo a prestito il titolo di un vecchio ciclostile di notizie dell’allora locale P.C.I.) per questa Amministrazione soprattutto sulle tematiche (sia a carattere locale che nazionale) che ci sono particolarmente care e che sono caratterizzanti del ns. progetto politico di una nuova Sinistra, quali solidarietà e sicurezza sociale, ambiente laicità, crescita sostenibile, diritti civili. Su questi temi e sulla Agenda dei lavori che ci attende in questa seconda parte di ciclo amministrativo (come ben sapete siamo proprio a metà strada da qui al 2012) ci riserviamo pareri e proposte che ci auguriamo vengano tenuti in debito conto per rendere più incisiva l’azione amministrativa nella determinazione delle priorità e dei metodi per portarle a soluzione. Il dibattito su Sd, confusione e sconcerto di Pietro Rossi e Orazio Lo Crasto E’ difficile sfuggire alla sensazione di confusione e sconcerto, in chi legge e in chi scrive, che è suscitata dal dibattito appassionato che si sta svolgendo e che ha come oggetto le possibilità di conclusione positiva degli sforzi per costruire il nuovo Partito politico della Sinistra. La situazione di incertezza e di imbarazzo nella quale ci troviamo, che configura uno stato di paralisi, esige una analisi attenta che metta in luce che un “ecumenismo” di sinistra esagerato ha dato esiti velleitari e inconcludenti. Senza farne la cronistoria, nella lunga sequenza di “stop and go” che dal maggio 2007 ha caratterizzato il percorso politico di SD – che comunque chiama in causa le responsabilità del gruppo dirigente, le sue decisioni strategiche e la relativa determinazione – emergono alcuni elementi del dizionario politico che meritano osservazioni.
L’illusione, nata dall’entusiasmo dell’Assemblea degli Stati Generali della Sinistra dell’8/9 dicembre 2007, di un percorso politico comune con i comunisti del PDCI e di Rifondazione Comunista ha prodotto l’esperienza fallimentare di Sinistra Arcobaleno e ha finalmente chiarito la necessità di un distacco da forze politiche chiuse nella rivendicazione di recinti identitari, indifferenti alle trasformazioni politiche, sociali, economiche intercorse e alle cogenti lezioni della storia. Da ricordare un’intervista di Fabio Mussi dopo l’insediamento dell’ultimo governo Berlusconi, che a conclusione dice: “Una delle cose da rivedere è l’idea di non avere nemici a sinistra. Non tutta la sinistra può essere unita”. Era evidente che il sostantivo “sinistra” non bastava e che bisognava meglio definirla. Tutto il lavoro per le Assemblee Provinciali e quella Nazionale di “Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo” del giugno 2008 ha costituito un momento positivo. Era emerso un sussulto di orgoglio, motivato dalla convinzione che il progetto di SD era valido. La prima reazione dopo lo shock dei risultati elettorali era infatti stata “ripartire con chi ci sta, senza veti”, Poteva sembrare una affermazione di arroganza, ma poteva essere una manifestazione di coerenza. La ripartenza prevedeva due percorsi, non necessariamente alternativi. Il primo verso le persone, i cittadini – elettori, della cosiddetta sinistra diffusa. Il secondo, verso il ceto politico. Il primo era più difficile, impegnativo, perché presupponeva la proposizione di un progetto chiaro, supportato da un pensiero critico definito, capace di dare una motivazione profonda, con il problema del “contenitore politico” in secondo piano. Il secondo certamente più facile, ma condizionato dalla necessità di trattare il progetto, di giungere a una sua definizione attraverso un compromesso tra diverse opzioni, con il corollario indispensabile di dover privilegiare il “contenitore politico”. Quello che è avvenuto evidenzia che il secondo percorso ha prevalso, con il risultato che il progetto è stato rallentato nonostante le formule ecumeniche del dizionario politico con le quali è stato presentato. Analizziamone qualcuna: “occorre costruire una sinistra unitaria e plurale” Spiace dirlo, ma si tratta di una contraddizione in termini, secondo logica. Anche la formulazione più precisa di Vendola “un soggetto che sia unitario sul piano politico e plurale su quello delle culture” non si sottrae al rilievo della contraddizione, che può essere superata solo se c’è in campo una cultura di riferimento, una cultura egemone. Interpretare il pluralismo come compresenza istituzionalizzata di tutti i possibili filoni delle cosiddette culture di sinistra, trasformerebbe la sinistra o in un supermercato in cui vengono esposte inerti le diverse identità culturali o in un condominio rissoso incapace di decisioni condivise. “avviare subito la fase costituente di un nuovo soggetto politico” Un partito è un soggetto politico. Ma è soggetto politico anche una alleanza di governo, una federazione di forze distinte, una associazione di gruppi diversi che si prefiggono un obiettivo comune. Le differenze sono evidenti. L’ambiguità di questa formula ha prodotto incertezze e rischiato di bloccare l’unico vero obiettivo: la costruzione di un nuovo partito della sinistra. La formula è figlia di quell’ecumenismo teso ad allargare comunque la partecipazione di forze diverse per essere in tanti. Fabio Mussi, in una intervista pubblicata sul sito di SD il 25/09/2008 aveva affermato: “La sinistra ha un compito immediato. Quello di costruire un popolo, una coscienza, una visione, una cultura politica. Costruire un nuovo blocco sociale, che sappia immaginare alleanze……Io immagino un partito. ...Un nuovo partito, una nuova sinistra. Naturalmente anch’io penso ai movimenti, ai movimenti sociali. …Ma ha poco senso credo indicare l’obiettivo del semplice ritorno al sociale.” Ancora Fabio Mussi , ne “La politica frantumata” pubblicata il 24/10/2008: “La batosta della Sinistra Arcobaleno alle elezioni politiche ha aggravato la frammentazione, la crisi culturale e la stato di sradicamento in cui si sono trovate, in un tornante cruciale, le forze e i gruppi alla sinistra del PD. …Se il problema è far sopravvivere qualche sezione del ceto politico, è meglio uscire tutti di scena e togliere l’inutile ingombro. Se il problema è un altro, e cioè restituire peso ad un’altra idea di società, produrre idee oltre che subirne, incidere sugli equilibri politici, allora vale la pena di provarci ancora. …Ci vuole un partito politico, e un partito dai tratti innovativi, alla sinistra del PD.” Il partito politico della sinistra può nascere da un progetto che delinei un modello di società, messo in campo da un pensiero critico, una ideologia, che analizzi la crisi profonda della sinistra e tutte le sue cause, si confronti con i problemi del capitalismo globalizzato e la crisi del neo liberismo, faccia un esame delle forze in campo e un inventario delle proposte programmatiche sulla base di una Tavola dei valori. Qualcuno culturalmente attrezzato deve assumersi questo compito e presentare le proposte. La partecipazione democratica, auspicabilmente ampia, viene dopo, in una seconda fase, quella della condivisione, dell’eventuale approfondimento e dell’approvazione. Nulla è stato fatto in questa direzione. Si è preferito rovesciare l’ordine delle fasi. L’Assemblea di Cianciano aveva lanciato la Costituente della Sinistra da tenere il 20 settembre 2008, suscitando interesse e attese. La realtà ha partorito il topolino di un incontro di una cinquantina di personaggi che hanno amabilmente conversato sulla necessità di costruire la nuova sinistra. Ma questo era un presupposto noto! Nessun documento politico, nessuna Tavola dei valori, nessuna proposta di progetto politico. Qualcuno il giorno dopo ha entusiasticamente affermato: “Cari compagni, da ieri la Costituente di Sinistra ha un suo primo mattone, un inizio, un punto di partenza, non è ancora un soggetto politico, ma non è più una lontana profezia.” Stupefacente! Qualche osservazione sull’esperimento dell’Associazione per la Sinistra, che avrebbe dovuto essere il cantiere della Costituente. L’esperienza ha evidenziato il rischio dell’appannamento delle istanze di Sinistra Democratica, che doveva essere invece il motore per la Costituente: le altre forze aggregate più volte chiedevano lo scioglimento di SD, ma anche nostri militanti si chiedevano se aveva senso la doppia appartenenza. La decisione di non effettuare il tesseramento di SD per il 2009 è in questa logica. Con grande ottimismo, Claudio Fava per l’imminente assemblea dell’Ambra Jovinelli scriveva: “La sinistra italiana che nascerà il 13 dicembre sarà il racconto di questo tempo e di questo paese”. Il 15 dicembre il sito di SD nel pezzo “Le primarie delle idee” sottolineava: “nella costruzione del futuro politico della sinistra un po’ di delusione. Perché il partito non è nato…”. E Francesco Indovina scriveva: “…la riunione doveva discutere i ‘valori’ fondativi della nuova formazione politica….mi pare che pochi interventi si siano misurati con il tema,…il che …non ci ha permesso di raggiungere risultati concreti. …vi domando se la procedura adottata sia la migliore per dare corpo concreto alla carta fondativa…”. Si può credere che i valori fondativi di un partito possano essere definiti da una affollata e vociante assemblea di partecipanti di varia e diversa provenienza politica e culturale? Non vi è del dilettantismo? Il risultato è stato un altro “stop and go” mentre il tempo correva. E finalmente nell’aprile 2009 è nato, come sotto la pressione di una funesta coazione a ripetere, l’ennesimo accordo tra ceti politici, Sinistra e Libertà, frettolosamente etichettato come l’agognato nuovo soggetto politico, mentre alla resa dei conti si è trattato ancora di un accordo solo elettorale. Sull’argomento è di una chiarezza esemplare l’autocritica accorata di Fulvia Bandoli, una compagna sempre stimata, comparsa il 18 u.s. sul sito di SD con il titolo “La lista elettorale, il soggetto politico”. Grazie Fulvia! L’unico rilievo da muovere riguarda la difficoltà e il ritardo a cogliere gli errori che da quasi due anni si stanno compiendo. Forse il problema è l’adeguamento della leadership di SD ai difficili compiti assunti a partire dal 5 maggio 2007. In conclusione è completamente da condividere l’appella di Fabio Vander lanciato con l’articolo “Andare oltre sinistra e libertà” apparso sul sito di SD il 6/11: “ 1) dichiarare conclusa l’esperienza di S&L; 2) lanciare subito la fase costituente di un nuovo partito della sinistra, radicato nella storia del movimento operaio italiano, ma interessato ad un socialismo del XXI secolo; 3) fare attenzione a rivolgere l’appello direttamente al Paese, all’opinione pubblica, al popolo della sinistra, senza nessuna considerazione per partiti o gruppi dirigenti; 4) proporre di conseguenza un nuovo centro – sinistra di cui la sinistra vuole essere la gamba autonoma, critica, propositiva; 5) insistere su una opposizione che si candidi all’alternativa a Berlusconi e alla destra, organizzata intorno alla difesa della Costituzione e dell’antifascismo, alla promozione dei diritti del lavoro e delle persone, alla difesa della laicità e dell’ambiente.” Sugli argomenti trattati si possono segnalare a chi è interessato alcune letture riportate nel tempo sul sito di SD: - “Sinistra e Libertà. Dalle identità culturali a una cultura politica” un pregevole saggio di Gianni Zagato pubblicato il 29/06/08 che tratta problemi di metodo nell’analisi politologica; - “Lineamenti di una cultura politica per una sinistra riformista” di Pietro Rossi, pubblicato il 22/06/08; - “Il brevetto del nuovo capitale”; “Alla ricerca di una sinistra ancora possibile”; “Per una sinistra del XXI secolo” di Marcello Cini, pubblicati il 24/09/08; - “Lezioni americane” di Fabio Mussi, pubblicato il 22/12/08; - “La sinistra e il socialismo del XXI secolo” di Pietro Rossi, pubblicato il 2/02/09. Costituzione del Coordinamento Ligure e del Coordinamento Savonese di Sel Sì è costituito il Coordinamento Regionale di SeL-Liguria, il coordinamento sarà a breve integrato dalle indicazioni che giungeranno dai territori di Genova ed Imperia e da eventuali ulteriori indicazioni dei soggetti aderenti. L'organismo è stato composto secondo le regole indicate dai deliberati nazionali, inoltre il percorso ligure ha previsto una consultazione di tutti i territori. Ne fanno parte: Antonella Falcinelli Monica Gambaro Francesco Montanaro Stefano Quaranta Simone Leoncini Agostino Calvi Alberto Corradi Invitato permanente Lorenzo Castè (consigliere regionale SeL Liguria) E' inoltre costituito il Coordinamento Provinciale di Savona, ne fanno parte: Riccardo Badino Mirco Baiocco Dario Cagnone Marco Chiriaco Filippo Ciorra Ruggero Delponte Italo Mazzucco Anna Traverso Il coordinamento provinciale si attiverà nei prossimi giorni per integrare al proprio interno presenze della società civile esterne alle forze politiche promotrici. Il coordinamento di La Spezia è già da tempo attivo, mentre nel mese di novembre andranno a definirsi anche i restanti coordinamenti. Tale strutturazione è parte del percorso che porterà SeL all'assemblea nazionale del 19 e 20 dicembre.
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