La Sinistra del Pd? Nuccio Iovene Con la formalizzazione delle candidature a segretario la fase congressuale del PD è ormai entrata nel vivo. Ma la fase precongressuale ha già sancito una prima novità sulla quale non si è riflettuto a sufficienza: la fine dell’esperienza di quella componente definitasi “sinistra del PD”. Quando, al termine dell’ultimo congresso dei DS che decise di confluire nel nascente PD, la sinistra dei DS decise di non seguire quel percorso e diede vita a Sinistra Democratica lo fece sulla base della convinzione che dentro il PD non ci sarebbe stato spazio per, e non sarebbe stata neanche utile, una “sinistra”. Non tutti condivisero quella scelta ed alcuni provarono a dare vita alla “sinistra del PD”. Il successo delle liste “sinistra per Veltroni” alle successive primarie sembrò confortare quella scelta. Si trattò, però, dell’ultimo segno di vita di quella componente. Con il precipitare della situazione politica, la crisi del Governo Prodi e le successive elezioni la voce di quella componente diventò sempre più flebile. Nessuna battaglia contro l’idea dell’autosufficienza e sulle alleanze elettorali (Italia dei Valori e Radicali, ma non Socialisti e Sinistra Arcobaleno), né dopo, sulla cifra dell’opposizione da mettere in campo e sulle ragioni della sconfitta. La stessa rappresentanza nella composizione delle liste, per le politiche e ancora di più per le europee, è stata largamente al di sotto dei risultati ottenuti alle primarie. E quando l’agenda politica si è fatta via via più stringente per l’iniziativa del centrodestra su tanti temi (dall’immigrazione alla politica economica, alle scelte contro il mezzogiorno, o in occasione dell’introduzione dello sbarramento alle europee…) è mancata una visibile battaglia di fronte ai tentennamenti ed alle ambiguità evidenti nelle posizioni del PD. Infine alla vigilia del congresso, rinunciando ad una propria iniziativa autonoma, la “sinistra del PD” ha deciso di fatto di sciogliersi “nel movimento” ed i suoi esponenti si sono puntualmente divisi nel sostegno ai diversi candidati in campo. Se tutto questo conferma, per la natura del PD e la sua stessa costituzione materiale, l’impossibilità di una corposa e significativa componente interna di sinistra in grado di condizionare e partecipare con la forza necessaria al dibattito ed alle scelte di quel partito, pone a tutti noi, in maniera ancora più stringente, la responsabilità di colmare un grande vuoto politico. Anche la sinistra che ha provato a costituirsi fuori dal PD non gode ottima salute, anche se la recente prova di Sinistra e Libertà è risultata incoraggiante e colma di potenzialità positive. Una ragione in più per superare incertezze, fare presto e, soprattutto, fare bene.
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